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    September 06

    indifferenza

    indifferenza: con essa mi sveglio la mattina. con questa indifferenza verso il mondo e le persone, lasciandomi alle spalle quegli attimi rubati al naturale susseguirsi degli eventi.
    indifferenza: mi affligge come se stessi perdendo qualcosa e al contempo mi rende talmente invulnerabile da stupirmi e spaventarmi.
    avrò pure cercato il cinismo, ma l'indifferenza? mi chiedo chi l'abbia partorita. eppure  è qui con me e mi chiedo se sia il mio inconscio che la cerca per stupimirmi e meravigliarmi come un bambino, ma per essere libero di disincantarmi un attimo dopo!!!! 
    August 25

    SOMOS

    un sueño imposible....... 
    August 24

    come l'arte per l'arte

    "tutto quello che facciamo dovrebbe avere uno scopo." :potrebbe essere un punto di domanda piuttosto che una affermazione netta.
    esistono, però, quelle situazioni che lasciano ambiguo il senso; situazioni che, chiaramente, siamo noi a far in modo che  esistano.
    situazioni che riducono tutto quello che facciamo a tecnica pura, ad esercizio retorico.
    situazioni dove poco spazio resta per l'emozioni, che dovrebbero primeggiare e dare gusto  alle nostre azioni.
    un punto a favore dei sotenitori dell'arte fine a se stessa!!!!
     
     
     
    July 24

    el mundo se equivoca

    La nostra capacità di risolvere i problemi nasce dalle difficoltà incontrate nel quotidiano: questo ha permesso ai nostri antenati di sviluppare quella parte del cervello(normalemte la sinistra) dove risiedono le capacità logico-cognitive.  spesso però dimentichiamo quanta importanza asumano le nostre emozioni nel guidare le euristiche di ragionamento o le inferenze più o meno complesse.
    la strada che dallo stimolo porta alla sede emotiva si pensa sia più breve rispetto al percorso che lo stimolo fa verso la neocorteccia: questo fa si che spesso ci troviamo rapiti dalle emozioni, si pensi in tal senso ai raptus (lett. rapimento). 
    scrivo queste righe per riflettere su quelle emozioni, normalemtne positive e generatrici di benessere, che se mal gestite generano incomprensioni e malessere. su di esse spesso il mondo "se equivoca" .
    paralizzano a tal punto la nostra razionalità da distorcere il significato degli stimoli esterni e creano distanze, quando in realtà dovrebbero unire!!!!!
    di fronte alle incomprensioni dove sta la nostra capacità di agire e di soluzionare le cose sviluppatasi in quel passato ancenstrale?
     
     
    July 23

    sube al 10

    sube al 10!
    così ammicca  lo slogan di uno spot spagnolo: un modo geniale di usare  la piramide di Maslow.
    un invito strumentalizzato a migliorarsi.
    aggiungo qui di seguito il link per vederlo
     
     
     
     
     
     
     
     
    May 29

    i due volti del tempo: linearità e circolarità!

    siamo esseri-nel-tempo, il tempo ci vive e non sempre siamo capaci di viverlo e dominarlo.
    il tempo passa. prosegue dritto, va avanti. è prima di noi e dopo di noi.: così , ci sfugge. il non- fatto domina e il tempo ci ruba il nostro non-agire: il tempo è perduto! ci chidiamo se possa essere recuperato.
    l'occidente ha conosciuto due concezioni del tempo: il tempo circolare e il tempo lineare.
    il tempo circolare appartiene alla concezione tragica dei greci. è quel del sole che tramonta e risorge, dell'alternarsi delle stagioni, della ciclicità degli eventi, è il serpente nietzeschiano che si morde la coda, il tempo prima degli dei e dopo di essi, un cuneo nell'eterna linearità.
    a questa concezione subentra quella cristiana della linearità. un inarrestabile tendere verso l'escatologia, dove tutto perisce per confluire nuovamente nell'eternità o nel nulla.
    la storia umana sarebbe, in tal senso, un passaggio più o meno breve il cui senso non è più quello di vivere e dominare gli eventi anche attraverso le contraddizioni (grande intuizione del pensiero tragico), ma questo "ritorno"-riconciliazione con l'eternità.
    il tempo lineare è quello che ci stressa, che getta le nostre vite in una corsia d'autostrada, come se fosse sempre necessario correre e fare sempre qualcosa, perchè altrimenti come recuperare il tempo perduto?
     mi sorge spontaneo chiedermi se i due tempi si incontrano e come. in fondo il sole continua a sorgere anche oggi e ogni anno la primavera continua a tornare, eppure non riusciamo più a dominare il tempo. allora verrebbe da dire che in fondo non siamo "esseri-nel-tempo", ma "esseri-per-il-tempo" e l'unica legge che tiranneggia le nostre esistenze è la corsa inarrestabile del tempo che passa fino a dilatarsi  "nell'eterno presente" dell'eternità ultra-temporale. 
     
     
     
     
    May 25

    l'insostenibile leggerezza dell'essere

    Kundera aveva trovato un titolo veramente geniale. sono passati diversi anni da quando lessi tale libro, però il titolo mi stimolava parecchio il pensiero, ho deciso di utilizzarlo per  questo intervento.
    che cos'è la leggerezza dell'essere?
    e perché è insostenibile?
    sono domande di non semplice soluzione.
    esse devono essere precedute teoreticamente da un'altra domanda: che cos'è l'essere?
    a tal fine, abbraccio una parte della filosofia esistenzialistica che identifca l'essere con la libertà, per cui l'uomo essendo rapporto con l'essere, è esso stesso libertà.
    l'insostenible leggerezza dell'essere è il peso della libertà, il doversi porre di fronte alle scelte e ciò diventa un peso enorme, creando la scelta il dubbio dell'errore. per cui l'essere si fa leggero, evita le scelte, ma questo evitare le scelte risulta insostenibile,.
     
     
     
     
     non è il non scegliere di per sè una scelta?
    May 12

    la ragnatela!!!

    la vita è una ragnatela: momento illuminante!!!! un attimo, una frazione di secondo, niente rispetto alla immensità del tempo, ti fa  rendere conto quanto e come gli eventi della vita si intrecciano tra di loro.
    un evento non è mai isolato in un compartimento stagno. a me, in questo momento, quello che sto scrivendo sembra una verità quasi dogmatica e dico questo per come ricostruisco i fili di questa mia ragnatela.
    questo mi porta a pensare, come ovvia conseguenza, che quello che sto vivendo in questo momento è un preludio rispetto a quello che sarà, che le persone con cui passo il mio tempo porteranno altre persone come fossero il "tramite" indispensabile.
    ieri sera, retrospettivamente parlando, ho ricostruito molti di questi fili da cui siamo "intrappolati" : tutto iniziò da una lezione di spagnolo e finirà dove? semmai dovesse finire!! penso proprio che anche "dopo di me" la mia ragnaleta confluirà in un'altra ragnatela e chissà di chi e se gli altri sono il mio "tramite" lo sarò anche io per loro!?
     
     

     

    utlima domanda. chi è il ragno che tesse le nostre ragnatele?
    May 11

    la logica del negativo

    nella costruzione della identità personale, sociale, culturale e anche politica sembra che necessariamente questo debba avvenire utilizzando un prefisso imperante: "anti".
    • nelle relazioni intra-personali ragioniamo nei termini della contro-dipendenza, veicolando questo una mancanza di equilibrio una sorta di dis-armonia verso i propi contenuti più o meno inconsci;
    • nelle relazioni inter-personali ci proponiamo in opposizione, spesso mistificata, verso il nostro passato, come fosse una cosa assolutamente da contraddire per proseguire verso il proprio cammino, una cesura a cui quasi necessariamente ci pieghiamo; anche qui utilizziamo la logica della contro-dipendenza, agendo per "fare dei torti" agli altri, piuttosto che proseguire attraverso un cammino indipendente; 
    • anche a livello culturale ci etero-determiniamo attraverso il confronto con il diverso da noi  e spesso a noi contrapposto;
    • il nostro agire politico, più o meno attivo, credo sia lo specchio della nostra identità e nei nostri atteggiamenti verso la res publica tendiamo a reiterare le stesse dinamiche che sono alla base della costruzione dell'identità, se quest'ultima è stata costruita in negativo, anche il nostro pensiero politico sarà uno dei tanti "anti".

    queste considerazoni non vogliono essere un semplice esercizio retorico, ma nascono dalla considerazione profonda e amareggiante che la logica del negativo è una logica che nasce dalla povertà di contenuti e da una incapacità di auto-determinarsi. con questo non intendo dire che non debba esistere il dialettico confronto con l'esterno, perchè se così non fosse ci chiuderemmo in una forma "autistica" di essere, ma che questo debba essere preceduto dalla consapevolezza di quello che siamo e non dall'inflessibilità di quello che non-siamo.

     

     

    May 07

    dominare il caos

    all'inizio era il caos e dal caos fu creato il mondo: così narra il mito greco della creazione!!
     
     
     
     
    crea sempre qualcosa chi domina il caos!!!!!
    April 25

    si tu no vuelves

    sarà nostalgia? non tutte le domande hanno risposte, alcune restano nell'indefinito, in quella condizione d'essere che ti accompagna per un tempo "in-stabilibile" e non sai quando se ne andrà, però sai che questo succederà, non fosse per quella magistra vitae  che è la historia.
    E non vorrei dire cinicamente a rey muerto rey puesto, anche se so che in fondo è così!
     
    perchè perdere tempo esperando?
     
    però, visto questo mio temporaneo modo di "sentire"  volevo riportare il testo di una canzone (bosé feat. shakira): che fanno le persone quando qualcuno se ne va e se non torna?
     
    Si tú no vuelves
    se secarán todos los mares
    y esperaré sin ti
    tapiado al fondo de algún recuerdo

    Si tú no vuelves
    mi voluntad se hará paqueña...
    Me quedaré aquí
    junto a mi perro espiando horizontes        

     


    Si tú no vuelves
    no quedarán más que desiertos
    y escucharé por si
    algún latido le queda a ésta tierra

    Que era tan serena
    cuando me querías
    habia un perfume fresco que yo respiraba
    era tan bonita, era así de grande
    no tenía fin...

    Y cada noche vendrá una estrella
    a hacerme compañía
    que te cuente cómo estoy
    y sepas lo que hay
    Dime amor, amor, amor
    estoy aqui ¿no ves?
    Si no vuelves no habrá vida
    no sé lo que haré

    Si tú no vuelves
    no habrá esperanza ni habrá nada
    Caminaré sin tí
    con mi tristeza bebiendo lluvia
    April 22

    autenticità

    no voy a escribir nada en esta ficha pero voy a añadir la conexio'n de un trozo de una pelicula de almodo'var para que entendais lo que quiero decir!!!! ( non scrivo niente in  questa pagina, però aggiungo il link ad un pezzo di un film di almodovar affinchè si capisca ciò che voglio dire!!!).

     

      http://www.youtube.com/watch?v=jopHxaXNcfg

    come Giano Bifronte

    . nella religione romana, Giano era il mattino, era il primo mese dell'anno (Januaria), era l'iniziatore di tutte le cose.
    Era il simbolo dell'ambivalenza universale, quello che contempla insieme il bene e il male, il giorno e la notte, la guerra e la pace.
    Nel tempo, si arrivò a pensare che le sue due facce rappresentassero la saggezza e la conoscenza, sia del passato che del futuro.
    Il suo nome stesso evoca la porta, in latino ianua, e januarius è il mese che apre l'anno e dà inizio alle stagioni, e il primo giorno di gennaio veniva dedicato alla festa del dio.
    Giano è la linea di confine tra passato e futuro: di quel passato che ci insegna e ci aiuta a dirigire il nostro futuro, ma anche di quel passato che talvolta ci irrigidisce e ci atrofizza e distorce il nostro futuro.
    Giano è la possibilità di capire chi siamo e chi potremmo essere, il file rouge che lega la nostra esistenza.
     
     
     
     
    In una visione più attuale potremmo dire ... l’Essere Umano che con un volto guarda dentro di sé e con l’altro se stesso ed il mondo che lo circonda.
     
     
     
     
    April 21

    apprezzare la mancanza

    Apprezzare la mancanza. è assolutamente necessario. è necessario perchè è una questione di rispetto verso gli altri e verso se stessi. la mancanza è un momento di crescita, necessario e ineliminabile. la mancanza è una donna bella e terribile, è un mare in tempesta e profondo, è un vuoto che pretende di essere riempito, che impelle, assale e fa anche male, ma è necessario vivere questo dolore affinchè si possa apprezzarne la sua scomparsa ed è ancora più necessario non ignorarlo, altrimenti sarebbe impossibile eliminarlo.
     
     
     
    apprezzo la mancanza perchè non crea assuefazione, perchè senza di essa non troverei la mia creatività, perchè senza di essa non sarei qui a scriverci sopra, a coprirla con le parole e con l'inchiostro.
    April 19

    l'assoluto e il contingente: sul tempo che passa

    le mie riflessioni restano ancorate ad un visione dicotomica, a volte manichea, della realtà.
    mi chiedo:
    - dov'è l'hegeliana sintesi?
    - dov'è l'assoluto-eterno che tanti bramano?
    tutto in realtà sembra così caduco e contingente, tutto cambia e si evolve e questo è un fatto così ineluttabile.
    l'essenza? mi chiedo se esiste oppure aveva ragione Sartre l'esistenza precede l'essenza"    e noi ci  troviamo qui  gettati -nel -mondo  a cercare  itinerari di senso. a cercarli, proustianamente, nella ricostruzione della memoria o nietzeschianamente, come ritorno ciclico che si riproduce in un punto e in esso si risolve.
    quello che cerco è una forma mentis che permetta di pensare oltre le contraddizioni, oltre la semplice partizione temporale e cronologica, per esattezza direi diacronica.
    un tempo che sia oltre il tempo.
    un tempo dove l'esistenziale per essere non debba necessariamente relazionarsi col metafisico.
    un tempo dove l'esistenziale viva come assoluto la sua contingenza.
    o forse la nota positiva è proprio questa: il tempo che scorre e in questo scorrere non trovano posto nè l'assoluto (in quanto nessuna cosa resta sempre identica a stessa), nè il contingente ( in quanto viene a crearsi una sequenza di momenti l'uno diverso dall'altro).
     
     
     
     
    April 18

    la saggezza di nonna rosa: verità religiose!

    - sei cattolica solo perchè sei nata in una terra in cui si professa la religione cattolica- disse il ragazzo ad una vecchia saggia - ma esistono tante religioni.
    - dov'è la verità?- chiese.
    la saggia vecchietta rispose: - dio ha scritto la verità su un pezzo di carta, lo ha strappato e  lo ha disperso per il mondo.così adesso ognuno ha la propria verità.
     
     
     
     

    la saggezza di nonna rosa: angeli e demoni!

    un tizio lanciava sassi in mezzo alla folla, colpendo in testa sempre lo stesso uomo. Lanciò il primo sasso, lanciò il secondo e così via.
    l'uomo si girava e rigirava, imprecava e cercava di capire da dove provenissero tutti quei sassi.
    All'ennesimo sasso lanciato, il lapidatore si sentì afferrato per una spalla e girandosi un altro uomo gli disse:
      - basta lanciare sassi allo stesso uomo, adesso lanciali ad un altro, altrimenti questo lo fanno santo.
     
     
     

    DARE QUEL CHE SI HA

    leggevo un intervento su un blog spagnolo, un racconto che mi ha fatto riflettere parecchio:
     
    un saggio giunge un  giorno  in una cittadina dove nessuno gli da molto ascolto. riesce solo a coinvologere pochissimi giovani .
    trovandosi a predicare  tra la folla, i più  ridono di lui e delle cose che dice. egli, invece, di adirarsi  o far finta di non rendersi conto , li benedice.
    - maestro  - gli chiede uno dei suoi pochi discepoli  - come mai  rispondi con parole gentili se gli altri ti  insultano?
    - ognuno di noi può offrire quello che ha - risponde il  maestro.
     
    non se è proprio così , se il bene e il male esistono in assoluto . al di là di una realtà cosmica  di coestestanza del positivo col negativo , credo necessario tenere in  conto l'equilibrio dinamico  tra le due forze.
     
     
     
    mi  piace pensare  al bene e al male  come realtà transitoria e dinamica , perchè se così non fosse, cosa daremmo agli altri? e gli altri cosa darebbero a noi?
    April 17

    riflessioni pre-notturne

    sospeso nell'aria,
    per senso nuovo che scrivo, dentro di me!!!che avrei potuto ignorare o avrei dovuto o forse no!
    potrò tornare indietro!? o tornare indietro non serve?
    in fondo non si può! ed è giusto così!!! così sembra tutto incerto, tutto sembra
    sospeso nell'aria,
    per quel senso nuovo che in fondo ho cercato per scriverlo dentro di me!!!
    Affinchè non si perda, disperso da qualche parte, adesso lo scrivo dentro di me!!
    ma dove posso trovare la forza per sostenerlo? fino a quando? fino a quando sarò
    sospeso nell'aria
    sentirò la ricchezza di questo nuovo senso immenso  e insostenibile!
     
    January 10

    del nuovo anno

    ognuno aveva i fantasmi,
    i propi pensieri inseguiva
    sfuggenti e vicini e gli spasmi
    lontani e per essi tremava.
     
     
     
    anch'io il suo volto scordar
    dovea, ma il sorriso di fragola
    vedea e il canto, ch'amar
    non grande e compiuta fu regola.
     
     
    ma io, con acume e ingegno,
    il nuovo or del fato io cerco
    e il vecchio tesor non disdegno,
    ma attendo la freccia dell'arco.